Posizione corrente:

Lions Toscana 108La > Magazine > I nostri Club > Alluvione di Firenze: la viva voce di un angelo del fango

Alluvione di Firenze: la viva voce di un angelo del fango


Giovanni Cipriani al Firenze-Arnolfo di Cambio

Le immagini di un filmato intitolato “Firenze-Cronaca di due giorni4-5novembre1966”, procurato dal socio Guido Guidi, ha accompagnato la serata del cinquantesimo anniversario di quel tragico avvenimento, che il Lions Club Firenze-Arnolfo di Cambio, diretto quest’anno da Sergia Fantechi, ha voluto ricordare proprio la sera del 4 novembre 2016. L’evento si è svolto presso il Park Palace Hotel, a pochi passi dalla fiaccolata, che in quei momenti si stava snodando dalla Basilica di San Miniato al Monte a Piazza Santa Croce, a memoria di quella organizzata tanti anni prima dagli angeli del fango. Tutti rammentiamo quei giovani volenterosi giunti da tutto il mondo per aiutare la popolazione e, soprattutto, per recuperare le opere d’arte danneggiate; protagonisti che, in gran numero ed oggi con i capelli bianchi, sono ritornati a Firenze in occasione del cinquantenario.

L’animatore della conviviale è stato il professor Giovanni Cipriani, socio onorario del Club, docente di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, presidente del Centro di Cultura per Stranieri della nostra città, che ricopre anche altri importanti incarichi nel mondo culturale fiorentino. La sua “chiacchierata” (come lui ama definirla) ha rievocato quei terribili giorni presentando agli intervenuti, in una sorta di amarcord, alcuni flash degli avvenimenti: è stato il ricordo di un angelo del fango, allora diciassettenne, che, pur non essendo stato colpito direttamente dal cataclisma (abitava infatti al Pian dei Giullari e la famiglia restò “soltanto” due mesi  senza acqua né luce), aveva vissuto da vicino il dramma della sua città. Svegliato dalle voci di molte persone che dai centri alluvionati erano salite in collina, accompagnato dal padre, ebbe la prima visione del disastro dal Piazzale Michelangelo, con la vista dell’Arno in piena che aveva sommerso i ponti e il Ponte Vecchio, che ancora una volta si era salvato:  la fiumana di acqua aveva superato le spallette dei lungarni e lambiva i suoi palazzi. Dopo il primo impatto, molti altri flashback: la piazza San Giovanni piena di macchine rovesciate, la Porta del Paradiso del Ghiberti con le formelle a terra, il Mercato di San Lorenzo devastato ed tanti altri ricordi ancora.

Il giovane Cipriani poté rientrare nella sua scuola, il liceo classico Galileo di via de’ Martelli, solo un mese e mezzo dopo la tragica notte dell’alluvione continuando a lavorare alla Biblioteca Nazionale prima e all’Archivio di Stato poi, per aiutare a ripristinare, insieme a tanti altri angeli del fango, parte dell’immenso patrimonio artistico della città.

Le sue parole, che riandavano alle immagini di quei momenti, hanno riportato il pubblico presente a quel passato ormai lontano che, improvvisamente, oltre alla perdita di 34 vite umane, aveva distrutto il tessuto patrimoniale, economico, artistico e culturale della nostra città: fu un tragico momento di vita, di “una vita estremamente sofferta ma con grande spirito di solidarietà”. “Poche persone si persero d’animo”, tutte mosse da un gran “desiderio di rinascere”.

E piano piano la “città silenziosa” risorse a nuova vita!

Fra i suoi ricordi, l’oratore ha voluto anche menzionare l’importantissimo ruolo dell’Esercito Italiano al servizio di Firenze e dei fiorentini, sotto l’occhio del mondo che, anche a seguito dell’appello lanciato dall’attore gallese Richard Burton nel documentario di Franco Zeffirelli, seguiva attentamente la sorte della città: un’esperienza sul campo che, insieme ad altre, alcuni anni dopo, avrebbe portato alla nascita della Protezione Civile.

La serata si è chiusa con vari interventi degli ospiti, che hanno voluto portare la loro testimonianza di quei tragici giorni e con i tanti interrogativi riguardo alla sicurezza della città in caso di future piene dell’Arno.

Era prevista la partecipazione di Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, studioso di storia medievale e contemporanea, già altre volte ospite del Club; purtroppo, per i numerosi impegni legati alla ricorrenza, non ha potuto essere presente.

Carla Bendinelli – Addetto Stampa

Lions Club Firenze-Arnolfo di Cambio