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Amicizia Lionistica


La troppo vituperata amicizia lionistica è un fondamento della nostra Associazione anche se talvolta viene relegata ad un semplice ornamento da citare all’inizio della serata quasi a rimarcare con forza qualcosa di cui non siamo troppo certi.
Ma l’amicizia lionistica non è una chimera; il dettato del nostro codice etico va letto con attenzione: «considerare l’amicizia come fine e non come mezzo» dove lo scopo dell’amicizia (notare la minuscola) non è un assioma ma il punto d’arrivo.
Certo, se vogliamo a tutti i costi pensare ai Lions come Amici (notare la maiuscola) per forza veri ed indissolubili, rischiamo di trascinarci nell’omologazione e nell’appiattimento che non ci appartengono; perché una società di tutti per forza amici a prescindere è molto più vicina a certi terribili romanzi di fantascienza dove l’essenza dell’uomo è annullata in favore di una qualche istituzione superiore.
Il Lions Clubs International, invece, è un bellissimo insieme di differenze umane che tendono agli stessi scopi; ed uno di quelli fondamentali è proprio l’amicizia.
Se il percorso descritto fin qui è vero allora l’amicizia lionistica è faticosa, fatta di accettazione e condivisione delle diversità, di allargamento degli orizzonti personali, uscendo dal proprio io e tenendo sempre alta la bandiera del rispetto.
Chi si aspetta schiere di Lions uguali a sé stesso commette un errore in partenza, finisce col chiudersi nel proprio ristretto entourage senza godere di quel magnifico panorama umano che offre la nostra Associazione e perde – da subito – il desiderio di partecipare.
Gli ingredienti da mescolare per avere la ricetta giusta sono molti e non tutti di facile reperimento, ma noi siamo Lions e dobbiamo sapere che le caratteristiche fondamentali per stare nell’Associazione sono curiosità e voglia di crescere, per cambiare il punto di vista, accettare le differenze e diventare persone migliori.
Fabio Panella