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Un angolo di storia antica nel nuovo Museo degli Innocenti


Con una guida d’eccezione, Giovanni Cipriani, professore di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Firenze, presidente del Centro di Cultura per Stranieri e dell’associazione Amici dei Musei e dei Monumenti fiorentini,  sabato 14 gennaio 2017, il Lions Club Firenze-Arnolfo di Cambio, diretto da Sergia Fantechi, ha organizzato, a scopo raccolta fondi destinati al finanziamento dei services del Club, una visita al nuovo Museo degli Innocenti di piazza Santissima Annunziata.

Notiamo subito che nelle cantoniere del portico del 15° secolo di Filippo Brunelleschi, dove Andrea della Robbia collocò i medaglioni di neonati in fasce, ci sono due spazi vuoti: mancano gli ultimi due “puttini robbiani”, rimasti in mostra all’interno del museo, in attesa del restauro da parte dell’Opificio delle Pietre Dure, per poter poi essere ricollocati nella loro posizione originaria.

Ci colpiscono i portoni d’ingresso del museo, in ottone bronzato, con una struttura molto originale, che esce nella piazza quando si apre per poi rientrare quando si chiude.

Terminati i lavori di restauro e di riprogettazione, durati tre anni, da parte del gruppo di architetti fiorentini di Ipostudio, nel giugno scorso il museo è stato riaperto come parte integrante dell’istituto che, fin dal  1445, si occupa dell’accoglienza di bambini abbandonati. Mentre visitiamo i sotterranei recuperati (con una mostra che racconta la storia dei seicento anni dell’istituto in un archivio ricco di testimonianze di un mondo di grandi sofferenze, rappresentato dalla famosa “ruota”, abolita solo nel 1874, dove venivano deposti i piccoli), apprendiamo che la mortalità era altissima, addirittura del 90%, che spesso le balie allattavano i neonati abbandonati sul posto insieme ai propri figli, che i maschi in età lavorativa potevano uscire per imparare un mestiere mentre le femmine erano occupate all’interno e lasciavano l’istituto solo per sposarsi, ricevendo anche una piccola dote. Grande timore destavano le epidemie: risulta che nel 1756 fu effettuato nell’ospedale il primo esperimento in Italia di vaccinazione contro il vaiolo.

Proseguendo il nostro viaggio, sopra il portico, nella galleria permanente, si incontrano molte opere d’arte, con capolavori di Botticelli, Ghirlandaio, Luca e Andrea della Robbia ed altri. Infine, il recupero più spettacolare, insieme al nuovo sistema di scale e ascensori, che collega tutti i piani dell’edificio, pregevole esempio di felice connubio tra architettura antica e contemporanea: è quello del verone quattrocentesco (dove un tempo venivano stesi i panni e giocavano i bambini), che, grazie ad un nuovo volume vetrato, è stato destinato ad accogliere il Caffè del Verone, aperto non solo ai visitatori del museo ma “a tutta la città”.

Primo ed unico museo italiano sulla storia dell’infanzia, l’istituto svolge anche attività di ricerca e statistica, con ampia divulgazione di informazioni all’esterno: la ricca Biblioteca Innocenti Library, costituita  nel 2001 con l’Office of Research dell’UNICEF, offre una vasta documentazione per operatori, ricercatori e studiosi.

L’Istituto degli Innocenti mantiene ancora oggi la sua storica missione di assistenza all’infanzia, con progetti socio-educativi residenziali per bambini e per madri in difficoltà.

Carla Bendinelli – Addetto Stampa

Lions Club Firenze-Arnolfo di Cambio