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UN MODELLO PER I GIOVANI


“I giovani fra tradizione ed innovazione: nel 750° dalla nascita di Dante la presenza ed i valori umani di Farinata degli Uberti”.

Il 20 febbraio si è tenuto in Empoli presso la Sala degli Agostiniani, un convegno con il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Empoli. In quest’annata, improntata sui giovani, ed in cui si celebrano i 750 anni dalla nascita di Dante, la figura di Farinata degli Uberti ben si prestava a trasmettere importanti valori ai nostri giovani, alla loro formazione: Farinata, che Dante incontra nel X canto della Divina Commedia, è leale e coraggioso, e suscita sentimenti di ammirazione e di profondo rispetto.

Relatori della giornata sono stati: il Presidente del Consiglio della Regione Toscana, Eugenio Giani che ha relazionato sul tema “Farinata degli Uberti: dalla Dieta di Empoli alla Divina Commedia”; il Prof. Giuliano Pinto che ha intrattenuto sull’argomento “I giovani nella Firenze medievale: ideali e realtà”; la scrittrice Carla Maria Russo che ha parlato del suo libro “Il Cavaliere del Giglio”. Il Presidente del Consiglio della Regione Toscana Eugenio Giani, dopo un’abile ed attenta introduzione su Dante Alighieri e sul canto X, ha tratteggiato con estrema chiarezza, Farinata degli Uberti, colui che, durante la Dieta di Empoli, tenuta alla fine di settembre del 1260, salvò Firenze dalla distruzione. Infatti, in seguito alla sconfitta della Repubblica fiorentina nella battaglia di Montaperti, di fronte alla proposta dei ghibellini di radere al suolo Firenze, egli la difese “a viso aperto”. Tratteggiando questa figura con la consueta abilità, il Presidente, ha voluto mettere in rilievo la grandezza statuaria e l’alto valore morale del personaggio di Farinata.

Il Prof. Giuliano Pinto, medievalista di fama internazionale, ha parlato di un’epoca di grande alfabetizzazione, in cui hanno vissuto importanti giuristi come Bartolo di Sassoferrato, sono nate le botteghe artigiane e si sono applicati i primi contratti di apprendistato e si praticava la mercatura. Coluccio Salutati elogia la mercatura ed i mercanti: solo la mercatura può rendere le città ricche: “santa cosa è il pellegrinaggio, santa è la giustizia, ma ancor più santa è la mercatura perché senza di essa il mondo non può vivere”.

Durante il Medioevo, i giovani divengono presto adulti e non indugiano nella casa paterna: in tenera età partono per fare esperienza.

Il professore ha in sintesi evidenziato che, quei secoli conosciuti come “oscuri”, sono invece un periodo di crescita e sviluppo. Del resto la cultura risorgimentale ha voluto ritrovare nei secoli medievali le fondamenta dell’identità italiana.

Carla Maria Russo ha parlato del suo “Il cavaliere del Giglio”. Il romanzo – spiega l’autrice – nasce da un colpo di fulmine, da un innamoramento avuto a sedici anni sui banchi del liceo. Oggetto dell’innamoramento: Farinata degli Uberti, protagonista indiscusso del X canto dell’Inferno di Dante: un eroe, un grande condottiero, un uomo inflessibile e tutto d’un pezzo, pronto a pagare fino in fondo le proprie idee. Il fascino di quella figura e, più in generale, la passione per il mondo dantesco e la Firenze “dentro da la cerchia antica”, è diventata per la scrittrice, nel corso degli anni, sempre più grande, ed ha alimentato in lei il desiderio di approfondire la conoscenza del personaggio, della società e del momento storico di cui è stato protagonista. Un’epoca e un mondo caratterizzato da fortissime passioni, lotte feroci, odi inestinguibili, antagonismi estremi, inganni e tradimenti. Il romanzo ha richiesto ricerche storiche minuziose, durante anni, che hanno portato Carlo Maria Russo ad avere altri risultati importanti. Nasce così un affresco, non piccolo, della vita quotidiana del tempo, che narra le vicende pubbliche e private, oltre che di Farinata, anche di Neri suo fratello e la fine drammatica degli Uberti.

Gli intervenuti, fra cui l’Assessore alla Cultura del Comune di Empoli, Eleonora Caponi, hanno confermato che abbiamo intrapreso la strada giusta ed è quindi nostra volontà continuare cercando di affermare sempre più i giusti valori: “I giovani sono il nostro futuro, saranno i protagonisti e gli spettatori di domani” quindi è doveroso rivolgerci a loro con il massimo rispetto ed impegno per offrirgli, attraverso la cultura, i valori fondamentali della nostra esistenza.

Il Presidente del Centro Studi del Lionismo

Stefania Andreani