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1918-2018: centenario della nascita della Repubblica Cecoslovacca – L.C. Firenze Dante Alighieri


La prima Repubblica Cecoslovacca: un laboratorio di democrazia europea           

La storia contemporanea dell’attuale Repubblica Ceca può essere fatta iniziare dal crollo dell’Impero Austro-ungarico, alla fine della Prima Guerra Mondiale. Infatti, nel 1918, fu creata una nazione indipendente (la Prima Repubblica di Cecoslovacchia) dall’unione di Boemia, Moravia, Slovacchia e Rutenia. Dopo il florido periodo democratico fra le due guerre mondiali, questa nazione fu travolta dall’espansionismo nazista e, con la fine della Seconda Guerra Mondiale, assoggettata ad uno dei più duri regimi comunisti (al quale i cecoslovacchi, alla ricerca di un “comunismo dal volto umano”, si opposero inutilmente con la “primavera di Praga”), fino ad arrivare, dopo la caduta del muro di Berlino, ad un lungo periodo di transizione, col passaggio dall’economia statalista a quella del libero mercato. Come noto, nel 1993 la Cecoslovacchia cessa di esistere con la formazione di due stati separati: la Repubblica Ceca con capitale Praga e la Repubblica di Slovacchia con capitale Bratislava. Oggi, nonostante momentanee controversie, le relazioni fra i due Stati sono pacifiche ed insieme celebrano il centenario della fondazione della Cecoslovacchia, pietra miliare sia per la Repubblica Ceca che per la Repubblica di Slovacchia, con importanti iniziative congiunte sia a Praga che a Bratislava. Ed è per ricordare questo anniversario che il Lions Club Firenze Dante Alighieri, diretto quest’anno da Alain Ornella, ha organizzato la conviviale del 30 novembre 2018 con l’Associazione A.R.C.A. (Amici della Repubblica Ceca Associati), nella bella location del Grand Hotel Mediterraneo di Firenze.

Dopo i saluti del Presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, che, anche da storico, ha ricordato i profondi legami tra Firenze, la vecchia Cecoslovacchia e l’attuale Repubblica Ceca, una particolare cena (preparata dallo chef Ettore de Benedetto insieme ad alcuni allievi dell’Istituto Alberghiero Buontalenti di Firenze), con piatti tipici della cucina d’oltralpe (zuppa di patate e funghi, anatra con crauti rossi e gnocchi, strudel di mele, con birra e digestivi appena arrivati da Praga), in un clima di allegra amicizia, ha accolto circa ottanta invitati, cechi ed italiani, che hanno poi assistito alla conferenza di Massimo Tria, docente di lingua e letteratura russa all’Università di Cagliari, già docente di lingua e letteratura ceca, nonché critico cinematografico professionista. Con l’aiuto di alcune immagini, sul tema de “La Prima Repubblica Cecoslovacca: un laboratorio di democrazia europea”,  viene ripercorso  l’itinerario della nascita di una nuova nazione, con basi democratiche ispirate alla Dichiarazione d’indipendenza americana, che comprendeva quello che era stato fino ad allora il cuore industriale dell’Impero Austro-ungarico, il Paese più avanzato dell’Est europeo. E, quindi, il successivo ventennio della Prima Repubblica, legato ad un considerevole sviluppo non solo economico (vengono citate le case automobilistiche Skoda e Tatra e lo stabilimento calzaturiero Bata) ma anche culturale (è stato ricordato lo scrittore Jaroslav Hasek, autore del capolavoro “Il bravo soldato Schweik” e Karel Chapek, famoso anche per aver introdotto nel vocabolario internazionale il termine robot, citato in un suo dramma teatrale). Il  vivo interesse manifestato dai diversi interventi da parte dei presenti, ha decretato il successo della conferenza.

In chiusura, le parole di Aranka Myslivcova dell’Associazione A.R.C.A., presente anche in rappresentanza del Console onorario Giovanna Dani Del Bianco, (che ha illustrato gli scopi sia dell’associazione che del Consolato onorario), del tenente-colonnello dell’aeronautica militare  Leonardo Pilastri (che, nel suo recente libro, ha ricordato il sistema di fortificazioni di confine, simile alla linea Maginot, che il Governo cecoslovacco costruì contro il pericolo della Germania nazista e dell’Ungheria) e del presidente di PEGASO Onlus, Francesco Perazzini (che ha parlato dei corsi di ippoterapia per disabili, con istruttori ANIRE, del centro di riabilitazione da lui diretto), con il quale il Club ha in atto un progetto di collaborazione, perché “dove c’è bisogno, lì c’è un LION”.