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Brexit tra passato, presente e futuro – L.C. Firenze Dante Alighieri


Una conviviale su un argomento di grande attualità, da Lions “attivi testimoni della nostra contemporaneità”, quella che, alla presenza del Presidente della Zona D Iacopo Rosati, è stata organizzata  venerdì 7 febbraio 2020 presso il Grand Hotel Mediterraneo di Firenze,  sede del Lions Club Firenze Dante Alighieri, presieduto quest’anno da Giancarlo Fortunati.

Sergio Piperno ha accettato ancora una volta l’invito rivoltogli dai Lions. Dottore commercialista fiorentino, nato e vissuto ad Alessandria d’Egitto, membro della comunità ebraica di Firenze, laureato in Scienze Politiche al “Cesare Alfieri”, già condirettore di un importante gruppo bancario estero ed italiano, con una cultura ed una esperienza internazionale diversificata, è un amico dei Lions da tanti anni; con lui, indietro nel tempo, alcuni soci del Club hanno percorso insieme un lungo viaggio attraverso le sue conferenze: dalle “Riflessioni sulla New Economy” alla “Conversazione su parole e musiche del mondo Yiddish”, quando ha tracciato una sintesi di cultura ebraica sul filo conduttore delle canzoni e delle note, all’”America che noi amiamo”, ripercorrendo  il “mito” americano degli anni ’30-’50, passando per la “Poesia e musica francese”, in un viaggio immaginario attraverso i diversi temi del mondo poetico-musicale degli chansonnier, al ricordo di Lucio Dalla ed ai suoi messaggi di amicizia e di speranza, fino a “Il senso dell’umorismo nella cultura ebraica”, per saperne di più sugli ebrei, per contrastare pregiudizi antichi e moderni.

Un tema di grande attualità quello della Brexit (neologismo formato dall’inglese Britain cioè Gran Bretagna e da exit cioè uscita),  cioè di quel processo di uscita del Regno Unito (un Paese di 64 milioni di abitanti, seconda potenza economica europea dopo la Germania) dall’UE, con le modalità previste dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona, a seguito dei risultati del referendum del 23 giugno 2016, che hanno visto il 51,9%  della popolazione esprimersi per il leave ed il  48,1%  per il remain.

Prima di interrogarsi, di cercare di darsi e di dare delle risposte ai Soci ed agli amici del Club intervenuti, Sergio Piperno ha fatto un dettagliato excursus storico e geografico di questo Stato, privo di confini terrestri, e dei suoi componenti (Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord), nel ricordo di  un Impero, che, al suo zenit, agli inizi del Novecento, rappresentava un quarto delle terre emerse del mondo. Un passato che ha indubbiamente influenzato il rapporto con l’Unione Europea, sta influenzando  il presente ed influenzerà anche il futuro.

Sergio Piperno ha ripercorso il difficile, tormentato legame tra  Regno Unito ed Unione Europea fino a venerdì 31 gennaio 2020, alle ore 24.00 CET, quando questo  Paese ha cessato ufficialmente di esserne uno Stato membro. Un rapporto difficile, per gli alti contributi da versare,  per le ingerenze dell’UE nella regolazione dell’economia interna britannica, per l’alto tasso di immigrazione comunitaria: dalla tardiva adesione, nel 1973, alla Comunità Economica Europea, solo per motivi economici ( i Trattati di Roma  fra  gli Inner Six, Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, sono del 1957), alla convocazione  del referendum  del 23 giugno 2016, al voto in favore dell’uscita dall’Unione Europea, alla lunga serie di trattative per negoziare un accordo, che hanno costretto Theresa May a dimettersi ed a lasciare il posto  a Boris Johnson.

L’addio del Regno Unito non è stato ancora definito: con il divorzio si è infatti aperta una fase di transizione, che durerà fino al 31 dicembre 2020, durante la quale le parti dovranno trovare un accordo sui loro rapporti futuri (oltre che sul pagamento da parte della corona britannica  di un cospicuo assegno di divorzio) e  il Paese sarà costretto ad affrontare importanti sfide sia sul fronte nazionale che su quello internazionale. Sul piano interno, insieme all’incognita delle elezioni in Irlanda del Nord ed alla voglia secessionista della Scozia, si dovrà far fronte anche alle conseguenze di uno Stato ritornato ad essere un Paese Terzo. Non sarà una fase di riassestamento facile, in una società così complessa e dalle mille sfaccettature. Sul piano economico finanziario, il Regno Unito, consapevole di aver perso la sua forza industriale, ma forte  del ruolo della City, centro della finanza di tutto il mondo, dovrà rivedere i rapporti non solo con il blocco, ma con il mondo intero ed avrà nuovamente le mani libere per accordi con altri Paesi, aldilà degli Stati Uniti e della Cina. Quali? Il Regno Unito è una monarchia parlamentare e la regina Elisabetta II è il capo di Stato di 16 Paesi membri del Commonwealth delle nazioni (a cui il Regno Unito aderisce dal 1931). E’ bene poi non trascurare le profonde affinità geopolitiche tra i cinque Paesi dell’alleanza dei Five Eyes  (Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti), unica nel mondo della cooperazione tra servizi d’intelligence. Non bisogna neanche dimenticare che, fra i quattordici Territori d’Oltremare britannici, che si trovano sotto la sovranità del Regno Unito, ci sono due punti strategici: Gibilterra e le due piccole aree di Akrotiri e Dhekelia nell’isola di Cipro.

Con la Brexit siamo destinati ad “assistere ad una lunga partita a scacchi”  ed a scrivere una pagina di storia importante per l’Europa e per il mondo intero.

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