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Concluso il restauro del Famedio di Montenero. Lions Club Livorno Host capofila del progetto


Il porticato del Famedio si trova proprio di fronte al Santuario della Madonna di Montenero, in una zona che sovrasta tutta Livorno e il suo mare.

Si tratta di un loggiato lungo una cinquantina di metri, con pilastri d’ordine toscano e nove arcate a tutto sesto chiuse da imponenti cancellate in ghisa. Al loro interno sono custoditi i resti e la memoria di illustri livornesi del passato, da Giovanni Fattori a Dario Niccodemi e Mario Puccini, solo per citarne alcuni…

Un luogo monumentale, insomma, pensato per ispirare le generazioni attraverso le storie dei grandi concittadini.

Anche se, per dire la verità, negli ultimi anni il Famedio di Montenero non se la passava per niente bene…

Una fama da ri-donare

Le cappelle con gravi problemi a livello di intonaco ed esfoliazioni, le infiltrazioni che ne minacciavano il decoro, alcune parti di cornici rovinosamente crollate, le lapidi da ripulire dalla patina del tempo e una divulgazione poco efficace, avevano inesorabilmente tolto lustro al Famedio, il luogo della memoria per antonomasia.

Una situazione paradossale che rischiava di far cadere nell’abbandono un ambiente suggestivo e ricco di storia, in cui riposano i resti dei grandi del passato e sono ricordati con epigrafi i livornesi più illustri, tra cui Amedeo Modigliani e Pietro Mascagni.

L’impegno del Lions Club Livorno Host

Così, nemmeno un anno fa, sotto l’allora presidenza di Gian Luca Zingoni, il Lions Club Livorno Host ha preso in mano la situazione e ha deciso di lavorare per ridare dignità a questo “tempio di fama”, ridonandolo alla città in tutto il suo splendore, estetico e culturale.

Si è trattato di un lavoro impegnativo, svolto su più fronti.

Bisognava trovare la cifra necessaria per sostenere un restauro accurato e rispettoso della struttura e della sua storia – circa 30.000 euro – e accompagnare questa azione di restyling a un lavoro altrettanto importante di divulgazione.

L’obiettivo, in sintesi, era duplice: restaurare non solo l’edificio ma anche la consapevolezza del valore del Famedio e delle personalità che qui riposano.

Per far riscoprire, attraverso di esso, la storia di Livorno e dare un volto e un racconto ai nomi a cui sono state intitolate molte delle piazze e delle vie cittadine.

L’unione fa la forza

Il restauro del Famedio è stato un grande lavoro di squadra.

Attraverso una convenzione con il Comune di Livorno (settore attività culturali, musei e fondazioni), il Lions Club Livorno Host (attualmente presidente è Leonardo Giorgi) è riuscito a fare rete e coinvolgere altri club di service cittadini – Lions Club Porto Mediceo, Rotary Club Livorno, e Rotary Club Mascagni – abbattendo un muro che solitamente li vede lavorare in solitaria.

Si sono poi uniti la Fondazione Livorno e numerosi altri soggetti privati.

Risultato? Un’equipe affiatata e inedita è riuscita – insieme – a raccogliere i 30.000 euro necessari per donare alla città di Livorno il restauro di questo luogo monumentale.

Così, dopo circa un anno di incontri, progetti, studi, lavori e comunicazione social, lo scorso giovedì (23/09/21), alla presenza del governatore del nostro Distretto 108 La Giuseppe Guerra e delle autorità cittadine, il Famedio ha finalmente mostrato a tutti il suo volto rinnovato, tornando all’antico splendore con le facciate ripristinate e tinteggiate color giallo ocra (come in origine), gli intonaci in ordine, una nuova illuminazione e una cartellonistica informativa in italiano e in inglese. Tutto sotto la supervisione delle architette incaricate, Valeria Aretusi e Alessandra Carlesi.

Un po’ di storia…

Una curiosità è che il Famedio non fu sempre il luogo che conosciamo oggi, scrigno della memoria.

Venne infatti costruito tra il 1794 e il 1853 dai monaci vallombrosani per ospitare e proteggere dalle intemperie i pellegrini che arrivavano per rendere omaggio al culto mariano.

Solo nel 1853, dopo l’espropriazione dei beni delle disciolte congregazioni religiose, la struttura divenne proprietà del Comune di Livorno e – su proposta di Francesco Domenico Guerrazzi, scrittore di romanzi storici, uomo di legge e patriota – cambiò destinazione d’uso e fu trasformata in Famedio, il “tempio della fama”.

Interessante è poi la storia che lega il Famedio alla Livorno della seconda guerra mondiale. Durante i bombardamenti del ’43, infatti, il Famedio ritrovò in qualche modo la sua funzione originaria di luogo di ricovero e riparo, ospitando – sotto la veglia di Fattori e degli altri illustri del passato – una folla di livornesi sfollati e impauriti.

Chi riposa al Famedio di Montenero?

Furono proprio le spoglie di Guerrazzi, grande sostenitore del Famedio, le prime ad essere accolte, nel 1873. Lo seguirono poi in molti.

Oggi, infatti, riposano nel Famedio il patriota e poeta romantico Carlo Bini (1895), il pittore Enrico Pollastrini (1895), l’ingegnere, patriota e politico Carlo Meyer (1897), lo scultore Paolo Emilio Demi (1895), il padre dei Macchiaioli Giovanni Fattori (1908), il poeta Giovanni Marradi (1922). E per ultimo, molti anni dopo (nel 1988) il pittore Mario Puccini, i cui resti furono trasportati al Famedio grazie all’impegno del Gruppo Labronico e del suo presidente di allora, Alberto Zampieri.

Al Famedio, inoltre, sono ricordati con epigrafi e busti di marmo altri celebri livornesi altrove sepolti, come il commediografo Dario Niccodemi, l’attore Ernesto Rossi, l’attore Gustavo Salvini, lo scrittore e giornalista corrispondente di guerra Guelfo Civinini, il musicista Pietro Mascagni, il pittore Amedeo Modigliani e il poeta ed artista Giosuè Borsi.

Oggi questo luogo così suggestivo, questo tempio laico della memoria, è di nuovo fruibile. E si offre alla vista di chi visita Livorno come un libro aperto, tra le cui righe è raccontata una parte importante della storia cittadina.

Grazie a…

Tutti gli organizzatori

  • Lions Club Livorno Host
  • Lions Club Porto Mediceo
  • Rotary Club Livorno
  • Rotary Club Mascagni
  • Fondazione Livorno.

E agli sponsor

  • Del Corona & Scardigli
  • Palumbo
  • Nobili Pubblicità
  • Lu.Mar. Impianti S.r.l.
  • D’Alesio Group
  • Zaki Creative Digital Agency
  • Abate
  • Bagni Roma
  • Lorenzini & Co
  • Via Borra 12 Srl
  • Mediolanum Banca
  • Fideurm Private Banker Diego Turtur

Fonti: Carlo Adorni, Giovanni Giorgetti, Guida al Famedio di Montenero, Ed Il