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L.C. Cortona Corito Clanis – Inaugurazione del restauro di un quadro di Santa Rosa da Lima


Sabato 30 Novembre 2019 si è tenuta in San Domenico di Cortona la cerimonia di inaugurazione del restauro di un quadro di Santa Rosa da Lima, ricollocato, come da documentazione storica, al centro della grande pala raffigurante la Madonna del Rosario, che, sottratta al degrado a cui era stata abbandonata , aveva avuto un primo, grosso intervento nel 2014, quando ne fu consolidato il colore e ne fu sostituito il telaio. A distanza di cinque anni, durante i quali la “coperta”( così denominata perché destinata, a suo tempo, a coprire interamente lo sfondo della cappella absidale di destra) era stata appesa con il suo vuoto centrale, continuo oggetto di curiosità e di invito al completamento, oggi ha finalmente colmato quel vuoto antiestetico, riconquistando il suo splendore e dando completezza al segmento di storia che racconta. In questo secondo, lungo iter di recupero, sponsorizzato dalla Fraternita Laica Domenicana e dal Gruppo parrocchiale di San Domenico, un ruolo significativo hanno avuto anche il Lions Club Cortona Corito Clanis e il patrocinio del Comune di Cortona. Coordinata dal Vicepresidente di Fraternita, dott. Mario Aimi, la serata, dopo i saluti e ringraziamenti di rito da parte del Parroco don Simone Costagli , del Sindaco Luciano Meoni e della Presidente del Lions Club Cortona Corito Clanis, Rita Novelli, si è avvalsa dell’intervento di Padre Alberto Viganò, O.P. Celebrativa della diffusione del Cristianesimo, la “coperta” fa un chiaro riferimento alla Battaglia di Lepanto(1571), momento culminante di quella “guerra santa”voluta dal Papa domenicano Pio V contro l’impero Ottomano, in continua, minacciosa espansione nel Mediterraneo. In quella circostanza il Papa aveva divulgato la pratica del Rosario attribuendo interamente alla Madonna il successo della vittoria.

La Vergine, infatti, raffigurata in alto, punto di convergenza di tutto il dipinto, dispiega uno stendardo che raffigura la battaglia, circondata da vari santi. La lettura dell’opera nel suo complesso, affidata all’attento esame di Padre Alberto Viganò, ha dato adito ad una serie di considerazioni, documentate da un preciso percorso di ricerca del relatore, che ha fatto chiarezza e messo ordine sulle fonti storiche cortonesi. La pala veniva attribuita, nei fascicoli di Narciso Fabbrini, al pittore cortonese Domenico di Vincenzo Conti, “allievo a Roma del Maratta”, dove morì “di fresca età” nel 1708. Consultando, però, il testo di Filippo De Boni, edito nel 1840, dal titolo “Bibliografia universale degli artisti”, il relatore ha dovuto constatare l’assenza del presunto Domenico Conti, mentre nel testo citato emerge il nome dell’artista fiorentino Francesco Conti, allievo a Roma del Maratta, grande interprete della pittura del suo tempo, che ha dipinto in Cortona per la chiesa di Sant’Agostino la pala con Sant’Anna in gloria e Santi, ed altri soggetti, fra i quali, come sottolineato dall’Enciclopedia Treccani, il ritratto di San Pio V per la Chiesa di San Domenico .

Su quest’opera, presente in San Domenico “ nello sfondo laterale destro della chiesa”, come testimoniato a p.169 del testo di Alberto Della Cella,”Cortona antica”, il Della Cella fornisce un altro autore, ovvero Vincenzo Conti, padre di quel Domenico non identificato nei testi. Evidentemente, ha sottolineato Padre Viganò, si è verificata confusione, nei testi cortonesi, fra artisti locali e la presenza del pittore fiorentino Francesco Conti. Il raffronto del suo stile con quello del dipinto che raffigura Pio V, riconduce chiaramente quest’ultimo alla stessa mano. Fatta chiarezza su Pio V, lo stesso Della Cella offre elementi per l’attribuzione corretta del dipinto della nostra pala: non Domenico, ma Conte di Vincenzo Conti fu pittore, dipinse in Cortona anche la copertura per la Statua del Cristo Orante dipinta da Baccio Ciarpi, presente in San Marco, andò a Roma per perfezionare la sua arte, ma la morte lo colse in giovane età nel 1708; il padre Vincenzo era invece non pittore ma intagliatore e realizzò come tale gli armadi della Sagrestia del Duomo. Fatta chiarezza sull’autore, Padre Viganò ha dato spazio ad una lettura iconoteologica della coperta, chiarendo i motivi della presenza al centro di Santa Rosa da Lima, canonizzata nel 1761, prima Santa sudamericana, perciò oggetto all’epoca di grande attenzione, strettamente legata alla Madonna, che la invitò ad accogliere il nome di Rosa al posto del suo vero nome, Isabel, aggiungendovi l’appellativo “ di Santa Maria”. Altrettanti stretti legami degli altri Santi raffigurati con la Madonna sono stati sottolineati da Padre Viganò, che si è soffermato in particolare sulla figura di Sant’Alberto Magno, la cui raffigurazione era stata dapprima attribuita a Sant’Antonino Pierozzi, ma sono stati da lui chiariti i motivi della nuova attribuzione, rapportabili ad una precisa iconografia che solitamente propone un Antonino magrissimo, quindi molto diverso.

Evidenziate le caratteristiche e gli attributi dei singoli Santi, otto, ha sottolineato il relatore, non casualmente in quanto numero rapportabile alle lettere del nome di Cristo, espresso in greco, la conclusione è andata ad evidenziare l’invisibile presenza del Padre Domenico, che,nel congedarsi definitivamente dalla vita terrena, ricordò ai confratelli che sarebbe sempre rimasto in mezzo a loro. Il magistrale, didattico percorso proposto da Padre Viganò , è stato il degno coronamento di un iter non solo di restauro, ma anche di studio e di ricerca, culminato in uno splendido risultato. A seguire, la restauratrice Luciana Bernardini ha ripercorso le varie fasi del complesso lavoro, partendo da immagini della grande pala, quando era ancora nascosta dietro al Coro in stato di abbandono. Ha chiuso gli interventi il Lion Daniele Fabiani, nella sua veste ufficiale di Presidente di zona, sottolineando la presenza dei Lions nel territorio, ogni volta che vi sia un bisogno. Lui stesso, assieme al Sindaco e alla restauratrice, hanno poi tolto l’involucro del quadro, disvelando la ritrovata, splendida bellezza della pala che celebra in San Domenico la Madonna del Rosario.