Posizione corrente:

Lions Toscana 108La > News e Attività > Club > La Cina e la nuova via della seta – Un eccezionale evento interclub

La Cina e la nuova via della seta – Un eccezionale evento interclub


Villa Viviani, una storica villa fiorentina sulle colline di Settignano (un luogo che alla fine dell’Ottocento ospitò lo scrittore americano Mark Twain, che qui scrisse il romanzo Puddnhead Wilson), ci accoglie per una serata speciale.
E’ una serata particolarmente importante perché, come sostiene il Governatore Pier Luigi Rossi col suo ”passare dall’Io al Noi”, è stata organizzata in interclub (Firenze Impruneta San Casciano, Fiesole, Firenze Ponte Vecchio, Firenze Dante Alighieri e Firenze Cosimo de’ Medici) e perché due illustri oratori affrontano un tema molto attuale sull’iniziativa strategica della Repubblica Popolare Cinese per incentivare i collegamenti commerciali con i paesi dell’Eurasia: quello della “nuova via della seta”.
Ricordiamo che “la via della seta” nasce più di 2.000 anni fa e questo cammino, di cui parlò anche Marco Polo ne “Il Milione”, tra realtà e leggenda, ha spostato nel corso dei secoli uomini, merci e conoscenze dall’estremità orientale dell’Asia sino al Mediterraneo ed all’Europa, in un’intensa attività di scambi commerciali e culturali. Attraverso un insieme di itinerari terrestri, marittimi e fluviali di circa 8.000 chilometri, si sono soprattutto svolti scambi commerciali tra Oriente ed Occidente e, in particolare, quelli legati al prezioso tessuto di cui la Cina mantenne per secoli il monopolio.
I due relatori, Fabrizio Maronta, consigliere scientifico e responsabile delle relazioni internazionali della rivista di geopolitica Limes e Romeo Orlandi, docente di economia dell’Asia Orientale presso l’Università di Bologna e vicepresidente di Osservatorio Asia, presentati da Luca Galantini, coordinatore del Limes Club Firenze, hanno affrontato il tema con sfaccettature diverse: Fabrizio Maronta ripercorre le varie tappe dell’evoluzione economica e sociale della Cina. A partire dagli anni ’70-’80, col Presidente Deng Xiaoping, in una stagione di “aperture e riforme”, la Cina comincerà a “costruire un apparato manufatturiero infrastrutturale”. L’11 dicembre 2001 (tre mesi dopo l’attacco alle Torri Gemelle) la Repubblica Popolare Cinese diverrà stato membro del WTO, l‘Organizzazione Mondiale del Commercio, con la possibilità di interagire col resto del mondo. Nel 2013 il Presidente Xi Jinping, nell’ottica di ampliare la forza economica del suo paese, lancerà “One Belt, One Road”, il progetto cinese di una Via della Seta in chiave contemporanea, in parte già esistente, destinata a collegare l’Asia all’Europa ed all’Africa : un percorso terrestre attraverso l’Asia e il Medio Oriente per arrivare al Nord Europa ed un percorso marittimo, che, transitando per l’Oceano Indiano ed il Mar Rosso, avrebbe proprio in Italia l’ultimo porto di approdo. L’intera mappa dei flussi economici mondiali potrebbe essere ridisegnata, seppure nell’arco di diversi anni.
Romeo Orlandi analizza il fenomeno dello sviluppo della Cina che “cerca di uscire dalla Grande Muraglia” per intraprendere “un percorso diverso da quanto era nelle previsioni occidentali”. Il collettivismo non è in grado di togliere il paese dal sottosviluppo e la Repubblica Popolare Cinese si apre ad “un socialismo di mercato” con un’economia mista fra settore pubblico e privato, grazie anche ad importanti accordi con società multinazionali. Con grande orgoglio nazionale, secondo il professore, la Cina vuol dimostrare al resto del mondo che “la battaglia del sottosviluppo è vinta” e sta cercando di “inglobare altri paesi” nella realizzazione della “nuova via della seta”, al fine di facilitare lo sviluppo economico della zona euroasiatica, fra opportunità ma anche vive criticità per i paesi partecipanti.
L’interesse che la conferenza a due ha suscitato su un tema di grandissima importanza ed attualità, ha sollecitato vari interventi dei presenti, esaurientemente dibattuti dagli esperti.
Infine, un grande momento di riflessione sulla ben nota crisi di Hong Kong, il territorio autonomo nel sud-est della Cina che in passato è stato una colonia britannica: un movimento di protesta sempre più determinato, una repressione della polizia sempre più violenta e la minaccia di un intervento militare cinese.
Numerosa e qualificata, insieme a tanti soci ed amici, la presenza di autorità lionistiche: l’Immediato Past Governatore Daniele Greco, la Presidente della Prima Circoscrizione Laura Doni, la Presidente della Seconda Circoscrizione Carmela Savastano, il Presidente della Zona D Iacopo Rosati, gli officer distrettuali Giovanna Ciampi, Annamaria Jacobacci, Vincenzo Lucchetti, Paolo Morini, Patrizia Sottili e Giuseppina Virdis, i Presidenti dei cinque Club organizzatori Gilberto Sabatini, Filippo Confalonieri, Patrizia Calcinai, Giancarlo Fortunati ed Enrico Balloni, oltre ai Presidenti del Sesto Fiorentino Simone Amati, del Firenze Scandicci Vincenzo Frascà e del Firenze Brunelleschi Stefano Grisostomi.
WE SERVE!
Carla Bendinelli – Lions Club Firenze Dante Alighieri